ALABASTRAI Storie d’alabastro e d’anarchia

Di e con Gianni Calastri  –  Teatro di Nascosto – Hidden Theatre

 

Si scuotono la polvere dai vestiti con la stessa sincerità delle storie che ci raccontano. Sono i lavoratori dell’alabastro che a Volterra hanno legato la propria vita a quella della pietra bianca locale, fatta per essere modellata. Attraverso i loro racconti ci si inoltra nelle botteghe dimenticate e in quelle di oggi, nelle osterie e nei vicoli testimoni di quelle persone magiche e sincere. Una categoria libertaria, colta, fantasiosa, rivoluzionaria, capace, intelligente, sfidava la banalità e la mediocrità del tempo. E’ una storia in tre atti quella che Gianni Calastri e il Collettivo Distillerie raccontano. Una storia che parla di questo mondo attraverso una pubblicazione, un documentario e uno spettacolo teatrale. Sovversivi, i lavoratori dell’alabastro nel Casellario Politico Centrale è l’ultima pubblicazione del Collettivo Distillerie, Associazione culturale di Volterra che da anni lavora per la conservazione e la salvaguardia del mestiere. A Volterra i lavoratori dell’alabastro non aderirono mai al fascismo, magari rimasero isolati nelle loro botteghe o confinati da qualche parte, ma non si piegarono al regime, nascosero le armi e la stampa clandestina nei vuoti dei modelli in gesso per le sculture aspettando il momento buono per la rivoluzione. Comunisti, socialisti, anarchici furono schedati dalla polizia lasciando negli archivi dei nemici politici i loro volti fieri. Fra antropologia e storia della fotografia criminale. Il documentario Alabastrai nato da un’idea di Duccio Benvenuti, Gianni Calastri e Bruno Signorini così¬ come lo spettacolo teatrale di e con Gianni Calastri membro e fondatore del Teatro di Nascosto, Hidden Theatre, parla di noi, della Volterra in cui siamo cresciuti, le cui tracce faticosamente ancora riusciamo a scorgere nelle viuzze del centro, nelle rare botteghe artigiane e in qualche vecchia osteria, in cui le parole alabastro e alabastraio, suscitano immediatamente ricordi, accese discussioni, grandi bevute, imprese memorabili e aneddoti incredibili. I personaggi prendono forma dalla polvere bianca e si materializzano con i loro soprannomi e il loro spirito libertario nella miriade di botteghe che occupavano il centro di Volterra e ognuno di loro ha una storia da raccontare o una romanza da intonare, al fine della quale non deve mai mancare un buon bicchiere di vino rosso. Lo spettacolo è ulteriormente impreziosito dalla presenza in scena di scultori della pietra.